Il mercato finanziario e l’economia : fratelli, non gemelli
Ugo Nespolo, Paravento,1980. Courtesy dell'Autore

Alcune persone mi hanno chiesto perché mentre la pandemia sta ancora sconvolgendo l’economia mondiale, i mercati finanziari, (almeno dopo un iniziale shock), continuino a crescere. Proverò a rispondere in poche righe. Partiamo dalla evidenza più scontata: l’economia mondiale è stata colpita da una pandemia globale inaspettata e non torneremo mai più “alla piena normalità”. Le risposte di politiche monetarie e fiscali a livello internazionale sono state rapide e incisive e gli effetti della pandemia sull’economia reale sono stati (finora) controllati. Un dato può aiutare: nel pieno della pandemia, (aprile 2020) negli USA si è registrato il peggiore calo in termini di occupazione di sempre dai tempi della 2° guerra mondiale, ben peggiore della grande crisi del 2008. Immediate reazioni straordinarie di “blocco dei licenziamenti”, o sussidi con casse integrazioni specifiche hanno limitato i danni . L’elevata incertezza derivante da uno scenario senza precedenti ha determinato anche una elevata inaffidabilità dei consueti modelli previsionali: si è passati da previsioni di contrazione PIL 2020 catastrofici a livelli via via più contenuti e già (in parte) ufficialmente comunicati. Le economie hanno recuperato terreno dopo la prima ondata di Covid, per poi rallentare nella parte finale dell’anno. Solo la Cina è stata l’unica potenza mondiale ad essersi rafforzata (relativamente) nella crisi: già a partire dal secondo trimestre la sua economia era tornata alla crescita. La situazione di grave collasso della economia mondiale non si è invece del tutto trasferita ai mercati finanziari. Seppur possa sembrare paradossale, la pandemia ha fatto da volano per avviare processi di integrazione finanziaria, monetaria e fiscale e i mercati finanziari hanno apprezzato tutte queste novità. A differenza di quanto avvenuto con la crisi dei sub-prime, (quando il mercato del credito era collassato), si è fatto tesoro degli errori del passato e attuato politiche fiscali e monetarie rapide e incisive. La pandemia ha determinato anche un clamoroso sviluppo della tecnologia, (digitalizzazione su tutto) con una forte crescita della capitalizzazione di borsa e degli utili delle società di questo settore. L’ indice azionario americano (fortemente influenzato da tali titoli, basti pensare alle società di piattaforme digitali) e quello cinese hanno performato in modo straordinario.

Ecco le principali ragioni per spiegare reazioni così contrastanti tra gli effetti dell’economia reale e quella finanziaria.

Qualcuno sostiene che il Covid sia stato sui mercati e sull’economia in generale una “tempesta perfetta” e parleremo di un’economia pre Covid e di una economia post Covid: non si tornerà mai più a quella che molti chiamano inconsciamente “normalità”. Sono anche io di questa idea e nel prossimo N&M si parlerà di queste conseguenze epocali, per ora mi limito a rimarcare quanto la pandemia Covid-19 ci abbia insegnato come la realtà possa ancora sfuggire alla lettura più evoluta di qualsiasi modello economico previsionale e come l’unica risposta efficace in questi casi così estremi sia la cooperazione politica, sanitaria e finanziaria tra Stati a livello internazionale. Serviva proprio una pandemia internazionale per arrivarci?

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