Barbara Tagliaferri-Dallo spazio reale a quello virtuale: è ora di mischiare le carte
Direttore Comunicazione, e coordinatrice Art & Finance di Deloitte Italia

Il trasferimento in rete per effetto della pandemia ha sicuramente costituito, almeno all’inizio, una forma di sopravvivenza per gli operatori del mercato dell’arte, ma ora la digitalizzazione si sta spingendo ulteriormente in avanti, soprattutto alla luce del fatto che il ritorno alla normalità sembra ancora lontano.

La metà degli intervistati della survey “Lo stato dell’arte ai tempi del Covid-19”, speciale inserito nel più ampio report annuale che Deloitte Private realizza, infatti dichiara che ci vorrà un tempo compreso tra uno e due anni.

L’indagine, condotta tra l’11 e il 29 gennaio 2021 e che ha interessato i principali attori appartenenti al mondo artistico-culturale, è stata presentata giovedì scorso alla presenza dei più importanti rappresentanti del settore: Mons. Simone Nicolini (Vicedirettore e amministratore gestionale Musei Vaticani), Mariolina Bassetti (Presidente di Christie’s), Tommaso Calabro (Galleria Tommaso Calabro), Simone Menegoi (Direttore Arte Fiera), Francesca Rossi (Direttrice dei Musei Civici di Verona), Verusca Piazzesi (Direttrice Galleria Continua) e il Maestro Ugo Nespolo.

I risultati emersi sono stati messi a confronto con la prima edizione dell’indagine, condotta nel settembre 2020, dal momento che l’instabilità del contesto attuale richiede un monitoraggio continuo e tempestivo. In particolare, oggetto di approfondimento sono stati l’impatto della seconda ondata pandemica e della scoperta del vaccino sulle previsioni degli intervistati.

È indubbio che il digitale non sostituirà mai la fruizione d’arte “in persona”, allo stesso tempo però non si deve sottovalutare il fatto che ciò che si è verificato sia destinato a incidere in modo significativo sulle dinamiche future. Per il ripensamento di strategie, canali di comunicazione e business model in generale non si può prescindere dai dirompenti cambiamenti che la crisi pandemica ha provocato nel settore. Quello a cui bisogna lavorare è un futuro in cui online e offline coesistano, arricchendosi a vicenda.

A conferma del fatto che la crescita della digitalizzazione può rimpiazzare solo in parte le attività dal vivo, c’è il dato che certifica il generale calo nei volumi d’affari. Rispetto a settembre sono raddoppiati gli operatori del settore, uno su quattro, che dichiarano di aver visto ridotto nel 2020 di oltre il 50% il proprio volume di affari rispetto al 2019, e la maggior parte degli altri intervistati comunque ha riportato una riduzione del business tra il 25% e il 50%.

Ciononostante la digitalizzazione del settore artistico-culturale nell’ambito della compravendita ha permesso di contenere i danni e si è dimostrato comunque efficace nel sopperire almeno in parte l’impossibilità di poter vedere opere e pezzi da collezioni in presenza. A differenza di quanto rilevato in relazione alla mera fruizione d’arte, sono cresciute significativamente in senso positivo le risposte relative alla funzionalità degli strumenti online nell’acquisto di opere d’arte: l’83% dei rispondenti ha attribuito media o elevata efficacia alle piattaforme virtuali. Questo risultato è sicuramente dovuto alla sempre più mirata strategia messa in atto da parte degli operatori di settore per le attività di vendita di opere d’arte e beni da collezione.

Per quanto riguarda invece la fruizione da parte di studiosi e appassionati permane invece indiscussa la volontà di prendere parte fisicamente a mostre ed esposizioni, nonostante le difficoltà ad essa connesse (tra cui timore di contagio, ridotta disponibilità economica, ridotta propensione a viaggi e spostamenti) abbiano influito negativamente sull’effettiva fruizione di arte e cultura anche nei momenti in cui le misure sanitarie lo hanno reso possibile.

 

Direttore Comunicazione di Deloitte, coordina anche  il team Art & Finance dal 2013. Oltre ad aver contribuito alla realizzazione di diverse pubblicazioni, ha partecipato come relatrice a numerosi eventi e conferenze sul tema Arte e Finanza.

Dal febbraio 2016, è inoltre Direttore Operativo di Fondazione Deloitte, che opera anche in ambito cultura e beni artistici.

Laureata in “Lingue e letterature straniere” e in “Scienze dei Beni Culturali”.

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