L’insostenibile leggerezza del cigno grigio
Paolo_Manazza, St (Dance!), 2020. Courtesy: Federico Rui Gallery, Milano

In finanza si è soliti sintetizzare il verificarsi di eventi rari, imprevedibili e inaspettati, ma con impatti devastanti sull’andamento dei mercati, con la metafora del “cigno nero”. Il Covid, (ventun mesi fa oramai) ne è stato un clamoroso esempio: dal 19 febbraio 2020 e per una ventina di giorni circa, tutte le borse sono andate al tappeto, perdendo dal 35% al 45% del loro valore, volatilità alle stelle monitorata dall’ indice Vix (o della paura) e investitori frastornati sul da farsi. Mai si era visto nulla di simile, neppure nella famigerata crisi del 1929. Poi sappiamo come sono le andate le cose: i mercati hanno recuperato in maniera clamorosa, è tornato il sereno tra gli investitori e l’entusiasmo per una economia mondiale in netta ripresa. Venerdì scorso in America era il Black Friday, (il giorno successivo alla festività del Ringraziamento), conosciuto in tutto il mondo per le generose offerte e sconti sui prodotti. Anche il mercato borsistico americano non ha voluto essere da meno, con prezzi dei corsi in deciso calo, seguendo quanto l’Europa aveva appena fatto nel corso della giornata. Euforia da Black Friday?.. Mica tanto. I mercati finanziari rispetto a noi consumatori sono meno emotivi nelle intenzioni, ma molto di più nelle determinazioni. L’incertezza sulla pericolosità della nuova variante sudafricana ha fatto rivivere i fantasmi del febbraio 2020, quando il Covid-19 si presentò come un autentico cigno nero. E i mercati, si sa, odiano l’incertezza e amano portarsi avanti, nel bene e nel male (le determinazioni di cui scrivevo prima).

E così da lontano hanno avvistato un cigno, il cui colore è ancora indefinito. Non può essere nero poiché il Covid l’abbiamo già scoperto, ma potrebbe essere grigio (ovvero, posso determinarne il potenziale impatto, ma non sono certo che si manifesterà).  E in attesa che l’OMS riesca a darci delle informazioni più precise sulla nuova variante, i mercati nel dubbio, tendono a dargli il colore più scuro possibile. Mal che vada diranno che c’era poca visibilità. Auguriamoci che l’OMS possa fare chiarezza al più presto, magari dotandoci di potenti cannocchiali e scoprire che è davvero un meraviglioso esemplare di cigno. Bianco.

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