Nudi al Meta
Ali Hassoun, Icons, 2015. Cortesia dell'autore

La notizia ha travalicato i confini dei mercati finanziari per arrivare sulle prime pagine dei giornali.

Il titolo Facebook (ora rinominato Meta, per l’interesse nei confronti della nuova dimensione della realtà virtuale), ha perso nella sola giornata di giovedì scorso un quarto della propria capitalizzazione e da inizio anno 270 miliardi di dollari circa.

Apriti cielo. Uno dei tonfi più clamorosi di sempre, almeno per le aziende di grandi dimensioni, sul mercato tecnologico americano.

Ma questa è la cronaca borsistica. Una analisi più sociologica metterebbe l’accento sul fatto che, probabilmente, l’era di Facebook, per come l’abbiamo conosciuta, è, o sta tramontando.

La necessità di cambiare il nome e il business di riferimento (la realtà virtuale) ne sarebbe una parziale ammissione.

Di esempi di aziende storiche nel proprio settore e poi scomparse nel corso della storia è pieno il mondo: Kodak, Blockbuster, BlackBerry, Lehman Brothers, Atari e per non andare lontani la nostra Alitalia sono esempi di marchi scomparsi o per crack finanziari, o per scelte sbagliate del management, oppure per non essersi adeguati al progresso tecnologico.

Non è forse (ancora) il caso di Facebook, anche se appare evidente che la piattaforma social sia rimasta un punto di riferimento per la “generazione di mezzo”: ovvero utenti adulti che possono collegarsi nei soli ritagli di tempo giornalieri e non certo assidui frequentatori, come ad esempio i teen-ager, che invece sembrano del tutto snobbare questa piattaforma e popolare in massa la rivale TikTok.

E poiché la attrattività di ogni mercato è rappresentata dalla numerosità dei suoi clienti, anche in questo caso, la forza di una piattaforma social si misura nella numerosità degli accessi giornalieri. E’ lì dove le aziende intendono investire. TikTok è cresciuto del 325% solo nel 2020, (seppur su una base più ristretta), Facebook perde invece utenti (dopo 18 anni di crescita continua).

Si prospettano insomma tempi duri per il Signor Zuckerberg, che nella classifica (real time di Forbes) sulle persone più ricche del pianeta, ha perso in un solo giorno circa 32 miliardi di dollari, uscendo dalla top ten.

Se continua così è un attimo trovarsi nudi alla meta, pardon.. al Meta.

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